La guerriglia a Lampedusa provoca decine di feriti
La protesta di alcune centinaia di tunisini nella zona di accoglienza profughi a Lampedusa è degenerata nel corso della mattina di oggi. Alcuni migranti si sono impossessati di tre bombole di gas nei pressi del porto vecchio di Lampedusa, a due passi da una pompa di benzina, e hanno minacciato di farle esplodere. Leggi tutti gli articoli del Foglio sull'emergenza immigrazione

La protesta di alcune centinaia di tunisini nella zona di accoglienza profughi a Lampedusa è degenerata nel corso della mattina di oggi. Alcuni migranti si sono impossessati di tre bombole di gas nei pressi del porto vecchio di Lampedusa, a due passi da una pompa di benzina, e hanno minacciato di farle esplodere. Le forze dell'ordine, in assetto anti sommossa, hanno caricato i manifestanti. Gli scontri hanno coinvolto anche alcuni abitanti dell'isola, che hanno dato vita a una fitta sassaiola nei confronti degli immigrati, che hanno risposto lanciando a loro volta pietre e suppellettili. Gli extracomunitari avrebbero lanciato sassi e altro materiale contro gli agenti che presidiano la struttura. "Alle associazioni umanitarie dico: non vi permettete di accusare di razzismo i lampedusani, hanno dato fin troppo. Siamo in guerra, la gente a questo punto ha deciso di farsi giustizia da sola", ha detto il sindaco di Lampedusa, Dino De Rubeis, scortato da ieri dalla polizia, dopo che alcuni insulani hanno tentato di aggredirlo, accusandolo di aver tenuto una linea morbida sul problema degli immigrati.
La prefettura e la questura di Agrigento stanno organizzando un piano per evacuare i mille tunisini con un ponte aereo e, come si apprende da fonti della questura, anche con una nave che dovrebbe giungere a Lampedusa nelle prossime ore.